Sono uno scrittore che tende a lasciare pochissime differenze tra me in quanto persona e me in quanto artista: l’intervista a Drimer

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A cura di Nemesi

Benvenuto e grazie per lo spazio che ci hai concesso. Ti faccio la solita domanda di rito, chi è Drimer? Da dove arriva questo nome? Raccontaci un po’ di te.

Drimer è un Francesco maggiormente sicuro di sé. Come mi piace ricordare, sono uno scrittore che tende a lasciare pochissime differenze tra me in quanto persona e me in quanto artista. Sostanzialmente, le canzoni che scrivo in quanto “rapper” non sono altro che riflessi delle sensazioni, delle emozioni e delle ambizioni che provo in quanto “persona”. Drimer è solo più in grado di raccontarle rispetto a Francesco. Il nome in sé deriva infatti dalla mia spiccata propensione a fantasticare, che è sempre stata fortemente presente nella mia vita fin da – e soprattutto – quando ero piccolo. Quello che inizialmente era “Dreamer” è poi diventato “Drimer” per un semplice motivo di personalizzazione del nome.

Da quanto fai rap e cosa ti ha portato ad intraprendere questa strada?

I primi timidissimi passi li ho mossi a cavallo degli anni 2008-2009: più correttamente si potrebbe dire che faccia rap senza che ciò risulti una bestemmia all’incirca da 6 anni, da più o meno il 2011-2012. Il percorso iniziale credo sia stato quello che accomuna gran parte degli appassionati della mia generazione: “8 Mile”, “Applausi per Fibra”, “Dentro la Scatola”. Fondamentale è stato l’apporto di mia sorella maggiore, che praticamente mi costrinse a guardare il film di Eminem, del quale lei era insolitamente grandissima fan, quando io ancora non avevo minimamente scoperto la musica rap. Il fascino che la pellicola esercitò su di me mi portò ad avvicinarmi progressivamente alla musica, per poi giungere finalmente e definitivamente alla scoperta di quella italiana attraverso le grandi hit di quel periodo che ho già nominato sopra.

Abbiamo visto che sei un ottimo freestyler. Qual è stata la battle o l’evento che ti ha portato più gioie?

Intanto grazie per la bella definizione!
La battle che, devo confessare, mi ha dato più soddisfazioni – per quanto possa ora essere benissimo tacciato di campanilismo – è stato senza dubbio il Natale Letale, un contest ad argomento natalizio che si svolge ogni 25 Dicembre in Trentino. Sentimentalmente vi sono molto legato, perché appena cominciato è stato un po’ il mio faro, pronto poi a tramutarsi quasi in un ossessione fino a che non mi sono riuscito a togliere la soddisfazione di vincerlo per due anni consecutivi (gli ultimi).
Per dare alla risposta anche un respiro giustamente più nazionale, poi, ti direi il Mic Tyson e l’Alley Oop. Partecipare alla prima edizione nel 2015 è stato qualcosa di davvero fenomenale, al di là del risultato e specialmente della mia prestazione, che mi ha lasciato ben altro che soddisfatto. Tuttavia, aver potuto respirare a pieni polmoni la fantastica atmosfera che Nitro, Dj MS, Machete e Gold Leaves Academy sono riusciti a ricreare a partire da quell’evento è stato qualcosa di speciale, che custodirò con gelosia tra i miei ricordi più belli e significativi.
Dal canto suo l’Alley Oop è stato il contest più “importante” che abbia vinto, sempre nel 2015. E ne ho un bel ricordo perché mai vittoria giunse più inaspettata: diciamo che tutt’oggi vedo le battles di quell’Alley un po’ come quella riprova oggettiva delle mie qualità che mi mancava, e che quel giorno riuscii a dare a me stesso.

Come è stato partecipare al programma di Real Talk? Ti sentivi fin da subito all’altezza oppure tutto il contrario?

Quello del sentirsi all’altezza quando vieni chiamato a rapporto da un format così importante e seguito è un discorso complesso. Non ho mai nascosto di ritenermi pienamente a livello e capace, ma quando inizi a pensare a chi è già passato in quegli studi, alle persone davanti alle quali ti esibirai, e alla fiumana di gente alla quale arriveranno le tue rime, diventa comunque difficile mantenere piena coscienza della proprie possibilità. Devo dire che Bosca, Kuma e tutto lo staff di Real Talk (che ci tengo a salutare ancora una volta calorosamente) mi hanno dato una gran mano, sciogliendo con la loro affabilità ogni timore iniziale. Ingranate le marce e riscaldato il motore, ho finito per divertirmi e rappare quasi come mi trovassi da solo in camera mia, o in piazza con gli amici. E forse anche questo è stato il segreto di un’esibizione che (dall’alto di quella immodestia di cui ti ho

Il tributo poi a Bassi Maestro è stato sublime. Dopo di che sei riuscito ad avere qualche riscontro da Bassi?

Quel momento è stato decisamente, almeno per quanto mi riguarda, il climax di tutta la puntata. Dal video si può, tra l’altro, notare benissimo tutta la mia emozione nel riprendere un classico di quel genere in un’occasione di quella portata.
Ho avuto con enorme piacere e onore la possibilità di ricevere un riscontro da Bassi, che ha dimostrato di aver apprezzato il piccolo tributo che mi sono permesso di dedicargli. Ti confesso che, riflettendoci a mente lucida, è in qualche modo quasi strano pensare di aver ricevuto – per quanto piccola e contestualizzata – l’approvazione di uno degli artisti che per te sono sempre stati un riferimento costante. Merito ancora una volta dello staff di Real Talk che mi ha voluto accordare questa possibilità, e stavolta soprattutto di Bosca che ha creato una strumentale veramente bellissima, in linea con il brano ma anche in grado di rivisitarlo pienamente dandogli un ennesimo nuovo riflesso.

Come vedi questa nuova scena rap?

Credo dovremmo essere tutti felici delle grandi possibilità che da anni si sono aperte per il rap italiano. Io, che non sono di certo un veterano, ho comunque iniziato quando il genere doveva ancora affermarsi pienamente e, coltivando in più la mia passione in un piccolo paese di certo ancor più impreparato ad accettarla, ho sperimentato almeno parzialmente la mancanza di qualsiasi tipo di sbocco reale o apparente che per anni ha colpito gli appassionati di questa musica e di questa cultura.
Sicuramente, e com’era prevedibile, il problema è ora diventato l’opposto, e cioè un’affermazione del genere che definirei incontrollata, o meglio ancora superficiale. A mio parere ci si sta avvicinando sempre più ad un punto di forte saturazione del mercato e della scena, in quanto da diversi mesi a questa parte i rapper, dai più navigati a quelli che potremmo definire “newcomers”, stanno sempre più finendo per assomigliarsi, soprattutto nel suono e nell’approccio alla scrittura.
Io credo che sia però necessario guardare a questi problemi con atteggiamento positivo: tale saturazione può essere foriera di un ulteriore nuovo modo di interpretare questa musica, magari ancora più significativo e finalmente in grado di dimostrare per davvero al grande pubblico tutto il vasto mondo che sta dietro a quelle che potrebbero essere viste come delle semplici canzoni, e che ad oggi sicuramente non sono viste come qualcosa di più.

Date live in programma?

Ho il grande piacere di poter dire che i prossimi mesi stanno riempiendosi di tanti appuntamenti. Stiamo chiudendo diverse date in tutto il Nord Italia e iniziando finalmente a spingerci anche più giù. Al momento non posso ancora svelare molto di più, ma posso dire che Trento, Torino, Reggio Emilia, Bologna, Lodi, Ragusa sono tutte città già fortemente nel mirino. Basterà comunque (e vi invito quindi a farlo) seguire i miei vari social per rimanere costantemente informati su ogni mio movimento futuro. Arrivano tante soprese!

Progetti futuri?

Questa è un’altra domanda a cui in questo periodo mi piace molto rispondere!
Per la fine/inizio dell’anno sono in arrivo ben tre progetti: un Mixtape molto corposo, che è in dirittura d’arrivo e vedrà la luce in Settembre; un progetto con un fortissimo ed esperto produttore che verrà creato secondo un modus operandi particolare, del quale però ancora non posso dire di più; un nuovo album in collaborazione con Ares Adami, icona del rap trentino, la collaborazione con il quale mi rende veramente tanto orgoglioso.
Insomma, saranno degli ultimi mesi caldissimi a dispetto dei rigori dell’autunno prima e dell’inverno poi, e non vedo l’ora di vedere come saranno accolte tutte queste nuove canzoni!

La nostra chiacchierata è ormai conclusa e ti ringrazio ancora di cuore. Vuoi aggiungere qualcosa che non è stato detto?

Come al solito, mi sembra di essere stato prolisso più che a sufficienza, e quindi direi che possiamo chiudere qui, ringraziandovi veramente tanto per avermi voluto con voi. Un saluto caloroso a tutti i vostri lettori e affezionati, e quindi anche a tutti i veri supporters che saranno arrivati fino qui. In bocca al lupo per tutte le cose future, ci vediamo in giro!

 

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